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Patrimonio storico artistico/Maioliche/Pavimenti maiolicati a confronto
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di Raffaella Di Meglio
Pavimento della Cappella Regine, 1777, Napoli, Museo Artistico Industriale
Dall’iscrizione
del cartiglio si
ricava che il pavimento è il più antico dei
tre: fu collocato nella distrutta
cappella
Regine nel 1777 e nel 1881 fu donato dal principe di
Stigliano
Marcantonio Colonna al Museo Artistico Industriale di Napoli, dove
è tuttora
conservato completamente integro. Lo studioso Guido Donatone (Pavimenti
e
rivestimenti maiolicati in Campania, Napoli, Isveimer, 1981)
ritiene
attribuibile il lavoro alla Fabbrica napoletana dei fratelli Chiaiese,
attiva
dal XVII al XVIII secolo. Il
pavimento presenta una decorazione a scomparti
semplice e raffinata, con motivi naturalistici (ghirlande di fiori e di
frutta, vasi di
fiori,
conchiglie) e quattro angeli ai lati reggenti insegne vescovili e
papali
(chiavi e mitra, libro, croce).
Unica opera rimasta della cappella, tra i tre pavimenti maiolicati
è quello
meglio conservato, essendo
protetto dal passaggio dei visitatori. Sul sito se ne offre per la
prima volta una documentazione
fotografica completa.
Pavimento della chiesa dell'Arciconfraternita di Visitapoveri, 1791
Nella zona
dell’abside della chiesa
figura un
ovale con due incappucciati in preghiera (riferimento alla
Confraternita),
posti l'uno di fronte all'altro, recante la scritta “ANNO
SALVTIS 1791”.
Intorno corre una decorazione a ghirlande con
uccelli. Lungo la navata, dove la pavimentazione appare più
consumata (danneggiata è
soprattutto l'area vicina all’ingresso, con alcune parti
completamente cancellate), si distingue un impianto decorativo ricco ed
elaborato, basato su motivi naturalistici: due coppie di
pavoni ai lati di un
vaso di
fiori, ghirlande di fiori e frutta, tralci di vite con grappoli
d’uva
bianca e rossa, numerosi altri uccelli e conchiglie. I colori, bianco,
azzurro, verde, giallo, sono chiari e
delicati. Il pregevole pavimento, attribuito anch’esso da
Donatone (Pavimenti
e
rivestimenti
maiolicati in Campania, Napoli,
Isveimer, 1981) ad un
membro della famiglia Chiaiese, richiederebbe un urgente
intervento di restauro e di recupero.
Pavimento dell'Oratorio dell'Assunta, 1800
Anche per la
pavimentazione
dell’Oratorio
dell’Assunta la data è
indicata su un cartiglio situato nella
zona dell’altare, recante l’iscrizione
“ANNO SALVTIS
1800”. Il
pavimento, che risulta non catalogato dalla Soprintendenza,
è formato da
mattonelle di colore giallo, verde, azzurro e bianco, decorate con
motivi
floreali e fogliacei; nelle zone meglio conservate è
possibile riconoscere
alcuni elementi ricorrenti: vasi con fiori (girasoli e gigli), che
affiancano
un grosso fiore bianco stilizzato incorniciato da una ghirlanda di
fiori gialli
e nastri bianchi, cesti con frutta e fiori. Purtroppo anche di
quest'opera
restano ormai poche aree integre.
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