di Raffaella Di Meglio
La chiesetta esisteva ancora negli anni Settanta, ma
abbandonata e in
rovina; si trovava nella contrada Chiena. Il primo documento in cui
è citata la chiesa risale al 1766, ma la fondazione
è
sicuramente antecedente. Era di proprietà della famiglia
Calise.
La Visita De Nicola del 1873 documenta
che la messa
veniva celebrata nei giorni festivi nel periodo della vendemmia e che
il 18 maggio, giorno della festa di S. Venanzio, veniva cantata messa
spagnola.
La struttura dell’edificio
è
ricostruibile parzialmente sulla base della descrizione contenuta nella
suddetta Visita e della testimonianza di Di Lustro che ne ha visto i
ruderi prima della perdita totale: di piccole dimensioni, era coperta
da volta a botte, la pianta era a mezza croce latina, vi era un solo
piccolo altare di stucco e una tela raffigurante il santo titolare. Nel
1886 era in ottimo stato.
Fonte: Di
Lustro Agostino, “Chiese distrutte a Forio”, Ischia
Oggi, anno
VI, n. 7, 12 luglio – 12 agosto 1975, p.4.